Ciao! Sono Massimo
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“Basta, non voglio più lavorare in casa. Sono stufa. È arrivato il momento di fare il grande salto: aprirò il mio centro estetico.”
Queste parole le ho sentite ripetere centinaia di volte, da estetiste che, dopo anni di lavoro in casa, si sentono pronte a regolarizzarsi e trasformare la propria passione in un’attività ufficiale.
Ma ogni volta, la mia risposta è sempre la stessa: “Lascia perdere… se non hai capito davvero cosa significa diventare un’imprenditrice.”
Dal lavoro in casa alla realtà d’impresa!
Attenzione: non ti sto dicendo di non avere coraggio o di non inseguire i tuoi sogni. Ti sto dicendo che serve un cambiamento di mentalità profondo, prima ancora di aprire le porte del tuo centro.
Fare il salto da estetista abusiva a titolare d’impresa significa passare dalla semplice esecuzione dei trattamenti alla gestione consapevole di un’attività produttiva.
A casa, di solito si fanno i classici servizi: mani, piedi, cerette, massaggi. Ma si lavora in un contesto non ufficiale, senza costi fissi, senza IVA, senza commercialista, senza affitti, senza contributi.
Una manicure a 10 euro – magari anche a 8 – ti sembrava tutto sommato giusta. Ma in un centro estetico con regole, tasse, consulenti, fornitori, affitto e bollette… quei 10 euro si trasformano in un bagno di sangue.
Quei clienti che ti hanno sostenuto… non ti faranno crescere!
Quelli che oggi vengono a casa tua per “il callo”, la sopracciglia, o la ceretta da pochi euro, non sono i clienti su cui puoi costruire il tuo futuro.
Ti hanno fatto fare esperienza, ti sono stati vicini, ti hanno aiutato in un momento in cui non avevi alternative. Ma se non sono clienti disposti a fare un percorso strutturato – come trattamenti corpo, viso, epilazione scientifica, con tecnologie avanzate e protocolli garantiti – allora non sono clienti sviluppabili.
E se apri il centro portandoti dietro solo quella clientela, non riuscirai a sostenere le spese e fallirai velocemente.
Numeri, non speranze
Molte estetiste che passano “dal divano alla cabina” aprono senza una minima pianificazione.
“Vediamo come va”, “Speriamo che i clienti mi seguano”, “Mi basta avere lo stipendio”, “Mi accontento”.
Ma non puoi fare impresa con la speranza.
Devi conoscere i tuoi numeri. Devi calcolare il tuo punto di pareggio, i tuoi costi fissi e variabili, le tasse, gli anticipi, l’IVA, i TFR di eventuali collaboratori.
Solo così potrai capire se i trattamenti che vuoi proporre possono reggere un’attività sostenibile.
Dal lavoro nella cabina… al lavoro sull’azienda
Se vuoi essere davvero un’imprenditrice, devi cambiare prospettiva.
Non puoi passare 12 ore al giorno in cabina a fare trattamenti, sperando che tutto il resto si aggiusti da sé.
Il tuo compito principale è lavorare sull’azienda, non solo “nella” tua azienda.
Significa:
- Imparare a delegare.
- Saper leggere e interpretare i dati.
- Costruire un sistema.
- Automatizzare dove possibile.
- Gestire il tempo e le risorse con strategia.
Conclusione: il coraggio non basta, serve preparazione.
Il coraggio di fare il salto è fondamentale. Ma da solo non basta.
Serve una visione, una strategia, un metodo.
Nel mio libro e nei miei percorsi formativi approfondisco proprio questo: come fare il passaggio da estetista a imprenditrice, senza saltare nel vuoto.
Quindi, se ti riconosci in queste parole, fermati un attimo.
Riprendi in mano i tuoi numeri, fai le giuste valutazioni, e costruisci il tuo centro estetico infallibile partendo da basi solide.
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A Tutta Bellezza.
Massimo.
